Grazie

Voglio approfittare di questo sito per ringraziare alcune persone.

GRAZIE ai miei genitori.

GRAZIE ai miei zii preferiti (nella foto).

GRAZIE alla maestra Mariola, che è stata la mia prima insegnante, e al prof. Franco Castronovo che, oltre a tante altre cose, si sono dati da fare per avvicinarmi al mondo dell’informatica.

GRAZIE a Mauro, Fabio e agli altri amici che mi hanno regalato il mio primo computer.

GRAZIE alla prof. La Rotonda (mamma di Mauro) che mi ha inserito nel gruppo di ippoterapia.

GRAZIE a tutto il gruppo di ippoterapia in particolar modo ad Antonio, mio istruttore personale ed amico, per aver avuto tanta pazienza.

GRAZIE ai soci del C.A.I. per le belle sciate.

GRAZIE a tutti i miei professori, in particolare a Gennaro e Brunetto (scusate se mi sono permesso un po’ di confidenza ma… è così che venivate chiamati da noi studenti!).

GRAZIE a tutte le persone (per fortuna sono tante) che mi hanno aiutato a crescere.

UN GRAZIE SPECIALISSIMO E AFFETTUOSISSIMO a Chiara Sole per avermi spronato ed aiutato nella costruzione di questo sito e, soprattutto, per aver riportato la luce nella mia vita!

Tabu’

Una mia grandissima amica (con me nella foto) mi ha chiesto di pubblicare sul sito un suo pensiero e io sono felicissimo e orgoglioso di farlo!

Se volete corrispondere con lei la sua mail è frais_1983@yahoo.it

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Mi chiamo Chiara e sono un’ex bulimica-anoressica ritornata alla vita dopo un’adolescenza rubata.

Questo è un messaggio per tutti coloro che visiteranno il sito di Luca , un mio carissimo amico, che mi è stato vicino in un momento molto particolare della mia vita.

Vi pongo una domanda: che cos’è per voi un tabù?….

Una scatola piena di tutte quelle cose (sensazioni, emozioni, parole o semplicemente varie situazioni) che ognuno di noi ha paura di aprire e scoprirne il contenuto, ecco come, metaforicamente, lo definisco. Ma è solo una metafora!!

Un tabù oggi equivale ad un evento estremamente particolare e delicato che non si ha il coraggio di affrontare: una scatola. Il mio è un rimprovero rivolto ad una società tanto materialista ed opportunista che, nel nuovo millennio così aperto alle nuove frontiere, si rifiuta di vedere cosa si nasconde dietro all’apparenza (all’interno di questa scatola), forse per paura o semplicemente per superficialità.

Se per un attimo vi guardate attorno e correte in senso opposto alla quotidianità, vi renderete conto che il vero senso della vita, a mio modesto parere, è l’esatto contrario; ovvero viaggiare lentamente su questo treno che presto o tardi vi porterà a destinazione perchè solo così potrete gustare e percepire attimo per attimo la vostra esistenza!

Come vi ho detto precedentemente, a causa della bulimia, mi sono privata dell’adolescenza, una normale trasformazione biologica che, sicuramente, mi avrebbe permesso di volare ancora più in alto, se non fosse stato per quelle privazioni che la mia mente ancora poco matura si è imposta per paura di non essere accettata dal materialismo sociale che mi ha portato a flagellarmi per anni senza che nessuno sia stato in grado di conoscere e capire la mia bulimia.

Ma che cos’è questa “bulimia”? Una parola apparentemente insignificante in quanto sconosciuta da gran parte dei comuni mortali e tanto terribilmente sottovalutata che corrode secondo dopo secondo chi ne è preda e li porta a gridare nel vuoto. Nel momento in cui questi ne prendono coscienza si ritrovano ingabbiati tra le sbarre di un’autolesionismo con una piccolissima via d’uscita quasi impercepibile ai loro occhi.

Al giorno d’oggi vi sono tantissime persone che vivono in queste condizioni e che, anche volendo, si ritrovano come degli uccelli in gabbia perchè solo poche persone sono in grado di aprire quella piccola porticina che li porterà a volare liberi verso il sole…

A tutti coloro che vogliono ricominciare a vivere un consiglio: non mollate mai, continuate a lottare anche quando il mondo sembra che vi crolli addosso perchè da queste malattie si può uscire… La vita  è bellissima, basta viverla a comando di se stessi.

 

Chiara B.

 

Rimini, 22 maggio 2003.

Libri E Giornali

L’avvento dell’informatica e, soprattutto, di internet ha reso molto più facile per i non vedenti l’accesso a libri e giornali.

Purtroppo, nel novembre del 2000, alcune case editrici si sono lamentate del fatto che i siti dove si scaricavano i libri erano accessibili a tutti e gli hanno costretti a chiudere anche se i libri erano in un formato non adatto alla stampa.

VOGLIO LEGGEREEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ora sono stati riaperti con delle protezioni in modo che solo chi è non vedente accertato può scaricare i libri.

Tutti questi problemi potrebbero essere evitati se solo le case editrici, invece di LAMENTARSI, cominciassero a pubblicare materiale accessibile anche a noi.

Anche le varie opere che escono su cd sono progettate senza tenere conto delle nostre difficoltà.

A me farebbe piacere andare il libreria e poter acquistare quel libro che ho voglia di leggere senza dovermelo far tradurre da qualcuno.

Per quanto riguarda i giornali qualcosa di buono era stato fatto. Infatti il quotidiano LA STAMPA aveva realizzato sul suo sito una versione testuale e quindi accessibile anche ai non vedenti. Questo fino al 27 maggio 2003. Ora, invece, per poter leggere questa versione occorre essere registrati presso l’Istituto dei Ciechi Cavazza di Bologna. Ho scritto una mail al giornale per chiedere di poter pagare l’abbonamento annuale come tutti e continuare a leggere la versione accessibile. Mi è stato risposto che non è possibile. Io non ho parole…. Voi? Per quale motivo i non vedenti non possono leggere il giornale che vogliono senza passare sempre da associazioni o enti vari? Voi cittadini normodotati dovete essere iscritti da qualche parte per consultare un quotidiano?

Pensate che anche il giornale “Il corriere dei ciechi”, organo ufficiale dell’U.I.C. mi veniva spedito in stampa normale. Non ci credete? Ecco qui la copertina di un numero.

Accessibilita’ Siti

Nella maggior parte degli stati esteri esistono leggi che dispongono che i siti web di pubblica utilità siano accessibili anche ai disabili di qualsiasi genere.

Qui in Italia la maggior parte dei siti risultano poco o per niente accessibili ai non vedenti.

Basterebbe seguire alcune semplici regole come, ad esempio, mettere un’etichetta testuale alle immagini.

Lo so che voi direte: “Ma i siti con tanta grafica sono belli da vedere!” e io vi rispondo: “Ma  quello che conta non è l’aspetto, è il contenuto!”.

Ausili Informatici

Gli ausili informatici e non per non vedenti hanno costi molto elevati.

La cosa significa che la mia FINESTRA SUL MONDO costa tantissimo, mettendo in difficoltà me e la mia famiglia.

Le A.S.L. dovrebbero passare questo materiale ma, purtroppo, ogni A.S.L. si comporta in modo diverso.

Alcune rimborsano totalmente la spesa sostenuta; altre non rimborsano neanche la metà.

Poichè la legge è statale perchè ogni A.S.L. si comporta in modo diverso?! Addirittura nella stessa Regione ci sono delle differenze.

Io sono una persona che produce… se avessi la possibilità, potrei fare tante cose…

Che paradosso… ci sono tante persone che non hanno voglia di darsi da fare…. io ho la volontà, ma mi impediscono di usarla.

Vabbè, vabbè… il solito discorso: CHI HA IL PANE NON HA I DENTI E VICEVERSA…

A proposito di pane… sono anche una discreta forchetta, questo non ve l’avevo detto:)

Per fortuna ora le cose sono cambiate grazie ad Apple che ha reso i suoi prodotti (Mac, Iphone, Ipod, Ipad, Apple Tv ecc.) accessibili fin da subito ai non vedenti senza costi aggiuntivi includendo un lettore di schermo (Voiceover).

Questa è la vera integrazione.

Grazie Apple!

Lavoro

Per i non vedenti esiste una lista di collocamento particolare. Peccato che in questa lista ci si può iscrivere solo se in possesso dell’attestato di centralinista o di fisioterapista.

Io sono ragioniere-programmatore, realizzo anche siti web, ma non posso far parte di questa lista.

Siccome la mia generazione ha frequentato le scuole pubbliche, sono convinto che i non vedenti possano svolgere anche altre attività. Ma forse a qualcuno questa situazione fa comodo.

La cosa che mi sono sempre chiesto è perchè mai c’è questa paura dei “diversi”… sembra quasi che la società voglia allontanare le persone non comuni. Non parlo solamente della mia situazione… guardatevi intorno e cercate di notare in quanti sono emarginati… non dovremmo essere tutti uguali, avere tutti le stesse opportunità per riuscire nella vita?!?!

C’è un gran parlare di quanto tutti aspirino alla pace… ma come è possibile se prima non siamo in pace tra noi nella vita quotidiana?!

Il fatto che io non veda non significa che sono diverso da te.

Gli Sport

Nonostante la disabilità visiva si possono praticare anche degli sport.

Io ho praticato lo sci e l’equitazione. Non vi sembra incredibile che io, “senza occhi”, sia riuscito a fare questi sport?! Incredibile, oggi, a distanza di tempo, me lo dico da solo…

Il punto è che in tutto, bisogna avere il coraggio di buttarsi e tentare… quale potrebbe essere la controindicazione? Ve lo dico io: un piccolo fallimento… beh, allora, se si dovesse verificare… punto e a capo… andiamo avanti con un’altra sfida. Non è forse il bello della vita? Si impara anche dalle cadute… e io sono caduto alcune volte da cavallo, ma poi ci sono risalito.

E’ chiaro il concetto vero?!

 

SCI

 

Un gruppo di persone del C.A.I. (Club Alpino Italiano) si sono impegnate ad insegnarci a sciare.</p><p><br />Si raggiungevano le piste non con gli impianti di risalita tradizionali ma con gli sci dotati di pelli di foca (strisce adesive studiate per impedire allo sci di scivolare all’indietro andando in salita).

Che fatica :)

Nella discesa ognuno di noi aveva un istruttore (davanti o dietro) che ci indicava la pista da seguire.

Ancora non mi conoscete… ma, secondo voi, una persona come me poteva seguire solo le loro indicazioni…?!

Diciamo semplicemente che qualche volta mi sono auto-inventato delle nuove piste:)

 

EQUITAZIONE

 

Ho iniziato ad andare a cavallo con un gruppo di ippoterapia (ehi, non è una cosa che si mangia eh?!).

Ero il solo non vedente, era praticamente un esperimento su come poteva essere utile questa terapia per i ciechi.

Ben presto si rivelò un successo: era l’unica occasione in cui ero io che “guidavo” il cavallo mentre normalmente erano gli altri che “guidavano” me.

Andavo al passo, al trotto e anche al galoppo, non solo all’interno del maneggio ma anche nei prati e nei boschi (logicamente accompagnato da altre persone a cavallo).

Vedendo che me la cavavo bene, il mio istruttore mi propose di iniziare a saltare gli ostacoli. Io accettai e imparai a superare gli ostacoli nel vero senso della parola.

Trovo sia una perfetta metafora di vita…

SALTARE GLI OSTACOLI… superare e vincere gli ostacoli… e non stò a raccontarvi quanti ne ho dovuti vivere in questa vita dove, per me, regna il buio… ma un buio solamente apparente…

Ancora Un Po’ Di Me

Ho frequentato le scuole pubbliche dalla prima elementare e qui già sono iniziati i primi problemi.

La scuola pubblica non era pronta a ricevere disabili visivi in quanto esistevano (e purtroppo esistono ancora oggi) gli istituti per non vedenti e gli insegnanti di sostegno non erano qualificati.

Il paradosso è che disabili in realtà ce n’erano tantissimi, ma, guarda caso, ci vedevano tutti….

I miei genitori, assieme ad altri, hanno costituito un’associazione tramite contributi da enti pubblici locali (Provincia e Comuni), il cui scopo era di gestire degli insegnanti per l’inserimento dei non vedenti nella scuola pubblica.

Santi genitori… persone dotate di una pazienza superiore… vi assicuro che non è stato facile neanche per loro!

Le cose, oggi, sono un po’ migliorate ma c’è ancora molta strada da fare.

Fortunatamente sia nella scuola elementare che media ho trovato degli insegnanti (titolari) molto disponibili nel cercare di farmi seguire il programma delle lezioni come tutti gli altri, senza farmi sentire escluso, anzi, i miei compagni delle elementari hanno avuto una materia di studio in più: tutti hanno imparato a scrivere e leggere il Braille.

In prima media, opponendomi all’ostilità di chi voleva che per scrivere si usasse solo il Braille (associazioni varie di ciechi), ho iniziato ad usare il computer che mi hanno regalato un gruppo di compagni.

Da qui il computer è stato una cosa fondamentale nella mia vita. Infatti se ho potuto frequentare le scuole superiori e diplomarmi è stato grazie anche a questo.

Dovete sapere che questo mezzo, il pc, intimorisce le persone con il mio disturbo… ma per me è stato come aprire una finestra su quel mondo che non posso vedere.