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Libri e giornali   

L'avvento dell'informatica e, soprattutto, di internet ha reso molto più facile per i non vedenti l'accesso a libri e giornali.


Purtroppo, nel novembre del 2000, alcune case editrici si sono lamentate del fatto che i siti dove si scaricavano i libri erano accessibili a tutti e gli hanno costretti a chiudere anche se i libri erano in un formato non adatto alla stampa.


VOGLIO LEGGEREEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ora sono stati riaperti con delle protezioni in modo che solo chi è non vedente accertato può scaricare i libri.


Tutti questi problemi potrebbero essere evitati se solo le case editrici, invece di LAMENTARSI, cominciassero a pubblicare materiale accessibile anche a noi.


Anche le varie opere che escono su cd sono progettate senza tenere conto delle nostre difficoltà.


A me farebbe piacere andare il libreria e poter acquistare quel libro che ho voglia di leggere senza dovermelo far tradurre da qualcuno.


Per quanto riguarda i giornali qualcosa di buono era stato fatto. Infatti il quotidiano LA STAMPA aveva realizzato sul suo sito una versione testuale e quindi accessibile anche ai non vedenti. Questo fino al 27 maggio 2003. Ora, invece, per poter leggere questa versione occorre essere registrati presso l'Istituto dei Ciechi Cavazza di Bologna. Ho scritto una mail al giornale per chiedere di poter pagare l'abbonamento annuale come tutti e continuare a leggere la versione accessibile. Mi è stato risposto che non è possibile. Io non ho parole.... Voi? Per quale motivo i non vedenti non possono leggere il giornale che vogliono senza passare sempre da associazioni o enti vari? Voi cittadini normodotati dovete essere iscritti da qualche parte per consultare un quotidiano?


FINALMENTE!!!!!!!!!!!!!!

Il 14 giugno 2003 sono riuscito a sottoscrivere un abbonamento "normale" al quotidiano La Repubblica che è on-line in tre versioni tra cui una accessibile anche a noi non vedenti. Che qualcosa stia finalmente cambiando?



Pensate che anche il giornale "Il corriere dei ciechi", organo ufficiale dell'U.I.C. mi veniva spedito in stampa normale. Non ci credete? Ecco qui la copertina di un numero.


6 NOVEMBRE 2003: CONTINUANO A IMPEDIRCI DI LEGGERE I LIBRI


Gli editori continuano a sostenere che esistono accordi con la Biblioteca per Ciechi di Monza ma ci sono dei grossi limiti. Non è assolutamente vero che si possono trovare tutti i libri pubblicati (provate a cercare nel catalogo). Io ho ACQUISTATO diversi libri in Braille dalla Biblioteca di Monza ma occorre rendersi conto una volta per tutte che il formato di queste pubblicazioni è molto imgombrante. Di conseguenza o acquisto un palazzo dove metterli o rinuncio a leggere.:) Io NON CI RINUNCERO' MAI e POI MAI!!!! Continuerò a combattere per questo diritto mio e di tutti i non vedenti italiani.


Riporto qui sotto un testo scritto da Paolo Pietrosanti che ha tentato di fare qualcosa per la fruizione dei libri da parte dei non vedenti ma a qualcuno ha dato molto fastidio.


Un cieco può leggere, e può farlo anche abbastanza facilmente. Un cieco può studiare. Un cieco può esser cultore di libri. Ma gli viene impedito.
Il motivo per cui un cieco non può leggere non risiede affatto nella sua cecità, ma in norme anacronistiche, incapaci di prendere atto di quel che accade nel mondo grazie alla intelligenza delle persone, della scienza e della tecnologia. Un cieco può leggere, può studiare, grazie a ormai semplici tecnologie informatiche, e grazie a queste è meno cieco, è meno drammatica la sua condizione. O meno drammatica sarebbe se non vi fossero norme irragionevoli ad impedirgli di leggere e studiare, ad ostacolare attività che potrebbe invece condurre senza eccessive difficoltà.
Ogni libro, oggi, è composto con tecnologia informatica. E ogni libro è un file, prima di entrare in tipografia, cioè prima di diventare libro nel senso più comune del termine. Ai ciechi basterebbe tendenzialmente potere acquistare il file di un libro per potere leggerlo. Ad un ragazzino cieco basterebbe potere comprare i libri nel formato in cui entrano, invece che in quello in cui escono dalla tipografia per potere studiare. Per potere studiare.
Invece, invece questo viene impedito.I ciechi sono accecati da altro che dalla loro cecità. Norme bizzarre, direttive della Unione Europea recepite e spesso addirittura peggiorate dalle normative nazionali, al massimo permettono ad un cieco di trasformare in file un libro stampato onde potere leggerlo.
Sì: le norme vigenti graziosamente permettono, consentono ad un cieco di comprare un libro stampato su carta, passarlo allo scanner con ore e ore, spesso dozzine e dozzine di ore di lavoro complesso e impegnativo, per ottenere un file, cioè quel libro lì in un formato leggibile da un cieco che sia appena dotato di un semplice personal computer e di semplici software specifici. Insomma, il Legislatore ha favorito i ciechi dicendo loro: vi concedo di riprodurre i libri stampati, e non considererò illecita l’attività di quel cieco che riproduca con lo scanner un libro per leggerlo e studiarlo. Si dirà: ci mancherebbe pure che fosse illecito... Difatti. Ma quel che è ancora più bizzarro, da un certo punto di vista, e drammatico da quello di un cieco, è che la graziosa concessione si risolve esattamente nel permettere ad un cieco di investire tempo, denaro, fatica, lavoro per trasformare un libro in ciò che quel libro già è stato addirittura prima di entrare in tipografia.
Se qualcuno, vendendo frutta, negasse ad un cliente un chilo di pere, e offrisse come unica possibilità a quel cliente di acquistare succo di pera e insieme una macchinetta magica ma costosissima capace di ritrasformare dopo ore di lavoro molto impegnativo il succo in pere,... delle tre l’una: lo si troverebbe in miseria, in manicomio, oppure tra i personaggi della serie di Harry Potter.

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